
La Cisl Scuola Lombardia informa gli iscritti sul recente orientamento giurisprudenziale riguardante la stabilizzazione dei docenti di religione cattolica (IRC) e il risarcimento per abuso di contratti a termine. La Corte di Cassazione, con sentenza n. 9550/2026, ha confermato la precedente n. 30779/2025, dichiarando che il concorso riservato IRC (D.M. 9/2024) non ha effetto sanante. La Corte precisa inoltre che, con la nuova formulazione dell’art. 36 del D.lgs. 165/2001, l’unica tutela certa in caso di abuso di contratti è il risarcimento del danno, non la stabilizzazione automatica. Per questo motivo la Cassazione ha disposto un rinvio in altra causa per valutare l’impatto della nuova norma. Il comunicato smentisce come “tendenziose e infondate” le notizie che parlano di stabilizzazione automatica. La Cisl sottolinea che, secondo la Suprema Corte, anche in presenza di procedure concorsuali, il risarcimento rimane comunque dovuto. La Cisl Scuola ha quindi avviato un’iniziativa specifica per i docenti IRC precari, finalizzata a ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata stabilizzazione. Il documento richiama anche la decisione della Corte di Giustizia UE (C‑282/19), che ha stabilito che la normativa italiana non può escludere i docenti IRC dalle tutele contro l’abuso di contratti a termine. La Corte UE ha affermato che il titolo di idoneità ecclesiastica “non costituisce una ragione obiettiva” per giustificare contratti ripetuti. La Cisl evidenzia che i docenti IRC con più di 36 mesi di servizio possono chiedere il risarcimento tramite ricorso al Giudice del Lavoro. Il sindacato invita i lavoratori a rivolgersi alla Cisl Scuola della propria provincia per avviare la procedura di messa in mora e il ricorso con i legali di fiducia. Obiettivo dichiarato: ottenere il risarcimento e spingere il Ministero verso l’assunzione a tempo indeterminato.












