
Nell'adunanza plenaria svoltasi giovedì scorso, 5 febbraio, in modalità telematica, il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso a maggioranza il proprio parere - che si sostanzia nelle osservazioni, nelle considerazioni e nelle proposte elaborate - riguardo allo schema di decreto ministeriale recante la «Revisione dell’assetto ordinamentale degli istituti tecnici e la definizione degli indirizzi, delle articolazioni, dei corrispondenti quadri orari e dei risultati di apprendimento in esito ai relativi percorsi».
Il CSPI, dopo il consueto excursus riservato alle considerazioni generali sul decreto in esame (emanato in attuazione degli articoli 26 e 26-bis del decreto-legge 23 settembre 2022, n. 144 convertito con modificazioni dalla legge 17 novembre 2022, n. 175) si è espresso nel merito del provvedimento evidenziando alcuni aspetti peculiari.
Il CSPI, in particolare
- evidenzia il forte ritardo di emanazione del provvedimento rispetto sia alle azioni di orientamento messe in atto dalle scuole sia alla fase delle iscrizioni;
- sottolinea che, ai fini dell’orientamento, è opportuno valorizzare l'obiettivo di far acquisire agli studenti saperi e competenze non solo in relazione all'esercizio di professioni tecniche necessarie per un rapido inserimento nel mondo del lavoro e nella formazione tecnica superiore, ma anche per l'accesso ai percorsi universitari e di alta formazione;
- sottolinea l’importanza di aver mantenuto e definito un’identità culturale, metodologica e organizzativa specifica per l’istruzione tecnica, riconoscibile da studenti e famiglie, connotata da una dimensione culturale scientifica, tecnologica e giuridico-economica e per una specifica attenzione alla dimensione internazionale;
- evidenzia l'assetto ordinamentale strutturato in quadri orari che prevedono un’area di istruzione generale nazionale, con ambiti e discipline comune a tutti gli indirizzi, e un’area di indirizzo flessibile, con elementi che caratterizzano l’indirizzo, declinati in discipline, e con una quota del curricolo a disposizione della scuola per tutto il quinquennio;
- rimarca che per quanto riguarda l’offerta formativa i settori restano 2 e gli indirizzi 11, con alcune ridenominazioni, ed apprezza, al contempo, la riorganizzazione dei percorsi di istruzione tecnica con lo scopo di sviluppare e rafforzare i processi di internazionalizzazione anche attraverso programmi di mobilità e scambi internazionali, stage e tirocini all’estero;
- evidenzia, però, che nell’ambito della predisposizione della normativa relativa al processo di riforma mancano due elementi molto importanti: nuove "Linee guida" che definiscano il passaggio al nuovo ordinamento e la tabella di corrispondenza tra discipline insegnate e classi di concorso;
- rileva, altresì, alcuni aspetti peculiari: le riforme ordinamentali dovrebbero prevedere tempi più distesi per la loro introduzione per consentire non solo una corretta informazione, ma anche la possibilità di una riflessione ampia sulle nuove metodologie e sui nuovi quadri orari da parte delle scuole (docenti, dirigenti); la mancata tempestiva adozione delle "Linee guida" potrebbe limitarne la prima applicazione, soprattutto in considerazione delle novità metodologico-didattiche; deve essere chiarito e precisato, anche alla luce del CCNL, come dovrebbe articolarsi l'organizzazione di nuove attività formative introdotte dal provvedimento, destinate al personale docente delle discipline professionalizzanti e agli insegnanti tecnico pratici; la criticità dell'erogazione sperimentale da parte dei CPIA di percorsi di istruzione tecnica; il rischio della duplicazione di ruoli, adempimenti e funzioni tra i “Patti educativi 4.0” che si affiancano ai “Poli tecnico-professionali”;
- evidenzia che il monte ore complessivo, di cui ai Quadri B, C1-11, D, presenta alcuni aspetti da valutare attentamente in considerazione sia dei profili in uscita sia della determinazione degli organici;
- evidenzia, altresì, che l’introduzione dell’ambito delle Scienze sperimentali comprendente più insegnamenti (Scienze della Terra, Biologia, Chimica, Fisica) come disciplina unica, comporta la necessità di innovare la didattica delle scienze;
- apprezza, nell’ambito dei processi di internazionalizzazione, il potenziamento e il rilancio della metodologia CLIL, così come avviene per i percorsi connessi alla filiera tecnologico-professionale, ma, come già osservato nel parere ad essi relativi, non sono previste risorse apposite e gli organici sono determinati a legislazione vigente;
- auspica che il Ministero, nella fase di approvazione e di adeguamento dei nuovi quadri orari per le istituzioni scolastiche con lingua di insegnamento slovena e bilingue sloveno-italiano della Regione Friuli-Venezia Giulia, tenga debitamente conto delle specifiche difficoltà strutturali che caratterizzano tali realtà.
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Il secondo parere espresso dal CSPI, votato all'unanimità, ha riguardato l’“Individuazione delle aree disciplinari finalizzate alla correzione delle prove scritte dell’esame di maturità”.
Dopo il consueto excursus riservato alle considerazioni generali sul decreto in esame, il CSPI ha evidenziato i seguenti aspetti.
- Alla luce del fatto che dal 2015 sono incorse anche modifiche ordinamentali, lo schema di decreto in oggetto ridefinisce le aree disciplinari, che restano due, declinate a seconda degli indirizzi di studio ordinamentali. Il CSPI rileva che rispetto al liceo scientifico a indirizzo sportivo, la disciplina di "Scienze motorie e sportive" non è stata inserita nell’area scientifico-sportiva caratterizzante il percorso di studi. Questa, infatti, per finalità, obiettivi e contenuti specifici può trovare collocazione in una delle due aree su valutazione della Commissione.
- Le novità introdotte con il decreto-legge 9 settembre 2025, n. 127, e la riduzione da sei a quattro materie d’esame possono compromettere la possibilità di assicurare due docenti in ogni area per la correzione degli scritti e, dunque, la correzione per aree disciplinari, come, a titolo esemplificativo, avviene già per gli esami di maturità dell’anno scolastico in corso sia per il liceo classico che per il liceo linguistico. Il CSPI chiede, pertanto, di individuare nell’ordinanza ministeriale relativa alle commissioni d’esame modalità per poter consentire a tutte le commissioni di operare per aree disciplinari.
- Nelle Regioni e Province autonome (Valle d’Aosta, Bolzano e Friuli Venezia-Giulia) ove è prevista la terza prova scritta nella seconda lingua ufficiale, questa è compresa nell’area disciplinare linguistica, in analogia a "lingua e letteratura italiana".












