Domenica, 8 Marzo, 2026 - 11:30
8 MARZO COORDINAMENTO

L’8 marzo non è una ricorrenza astratta per chi, come noi, vive quotidianamente la scuola.

È il volto concreto di tante donne: docenti, dirigenti, educatrici, collaboratrici, personale amministrativo e tecnico. La scuola italiana, e quella lombarda in particolare, è una comunità professionale con una forte presenza femminile: basti pensare che in Lombardia oltre il 75% del personale docente è costituito da donne. Un dato che non è soltanto statistica, ma racconta competenze, cura educativa e straordinaria capacità organizzativa.

Le donne della scuola tengono insieme ciò che rischierebbe di disperdersi: progettano, coordinano, innovano, intercettano fragilità, creano alleanze educative, costruiscono comunità inclusive. Sono, in senso profondo, tessitrici. Come antiche artigiane del pensiero, intrecciano l’ordito della conoscenza con la trama delle esperienze degli studenti; insegnano a collegare, a distinguere, a comprendere. E in questo lavoro paziente e rigoroso non trasmettono soltanto contenuti: educano alla complessità, allenano alla libertà interiore, rendono possibile l’autonomia del giudizio e l’esercizio di un tipo di politica che nulla ha a che fare con le dinamiche dei partiti; è piuttosto quella cura attiva della polis, fatta di responsabilità, di ragione critica e di impegno per la dignità di ogni singola persona, una politica che prende sul serio la libertà di pensiero, la pluralità delle idee e il valore della conoscenza, e che non si lascia intimidire da tentativi di classificare o etichettare insegnanti e scuole. È qui che la democrazia si forma prima ancora di essere proclamata.

Ottant’anni fa, le donne italiane esercitarono per la prima volta il loro diritto di voto, riconoscimento politico di una soggettività che era già matura. Con la partecipazione al referendum istituzionale del 1946 varcarono la soglia della cittadinanza piena, sancita di lì a poco dalla Costituzione repubblicana. Non fu un dono, ma l’esito di una lunga perseveranza; non una

concessione benevola, ma il riconoscimento di una presenza già operosa nella storia. Molte avevano già intrecciato, negli anni più bui, una trama silenziosa di coraggio: staffette, partigiane, organizzatrici di reti clandestine. La democrazia italiana è nata anche da quelle mani capaci di tenere insieme fili fragili fino a farne resistenza. E quella stessa attitudine all’intreccio vive oggi nelle scuole, nei luoghi del sapere, nelle comunità educanti.

Il riconoscimento giuridico, tuttavia, non coincide sempre con una piena accettazione culturale. La leadership femminile è talvolta ancora percepita come eccezione, l’autorevolezza viene messa in discussione, il contributo delle donne dato per scontato. Per questo l’8 marzo per la Cisl non è celebrazione retorica, ma memoria vigile e impegno rinnovato.

Come Cisl Scuola Lombardia sentiamo la responsabilità di custodire e valorizzare questa eredità perché sostenere le donne della scuola significa sostenere la qualità della nostra democrazia, significa difendere la libertà di insegnamento, promuovere formazione, garantire dignità professionale e pari opportunità.

Sono le donne che, senza clamore, nel loro lavoro quotidiano, compongono la trama viva di quella società, più equa e luminosa, che desideriamo costruire.

A tutte loro va il nostro pensiero riconoscente e orgoglioso. Perché, grazie al loro impegno costante, alla loro intelligenza paziente, alla loro capacità di guidare con fermezza e di accogliere con sensibilità, il futuro si tinge di possibilità reali, e ciò che era lontano o solo immaginato diventa una promessa concreta, visibile nella vita dei ragazzi, nella cultura della scuola e nella costruzione di una società più giusta.

 

Mariacristina Zarrella

Coordinatrice donne e politiche di genere Cisl Scuola Lombardia