Venerdì, 24 Luglio, 2015 - 19:00

Intervista, di Reginaldo Palermo, a Francesco Scrima, segretario nazionale della Cisl Scuola pubblicata su La Tecnica della scuola del 24 luglio 2015. Battaglia sulla legge 107, assunzioni e campagna referendaria tra i temi dibattuti. La battaglia su 'La Buona Scuola', la legge n.107 di riforma dell'ordinamento scolastico, non si ferma. I sindacati hanno intenzione di continuare la lotta anche a settembre quando si ritornerà sui banchi di scuola.

Allora, la Cisl è intenzionata a riaprire la “battaglia” sulla legge 107 a settembre? E se sì, con quali strumenti e con quali obiettivi?

Riteniamo che la partita resti aperta e la giocheremo su diversi fronti: incalzando l’Amministrazione sulla gestione dei provvedimenti attuativi, seguendo con attenzione il percorso delle diverse deleghe, attivando laddove necessario anche azioni di natura legale, considerato che proprio sul versante delle assunzioni non mancheranno i motivi di contenzioso, soprattutto per chi non vedesse riconosciuto il proprio diritto alla stabilizzazione del rapporto di lavoro. L’obiettivo di fondo resta quello di ottenere modifiche legislative per correggere i tanti errori di questa cosiddetta riforma. E di riconquistare presto il tavolo di un rinnovo contrattuale che sarà al centro della nostra strategia di contrasto alle storture della legge.

A ottobre le scuole dovranno predisporre il Piano triennale per l’offerta formativa Pensate che le scuole siano pronte per questa “rivoluzione”?

Ma quale rivoluzione, non è certo questa legge a inventare la programmazione, pratica ormai consolidata nel vissuto delle nostre scuole. Così come non nasce oggi l’autonomia, normata da 16 anni e in crisi non per mancanza di poteri del dirigente, ma per l’insufficienza di risorse diventata insostenibile in particolare dal 2008.

Come si è potuto constatare la riforma non piace al mondo della scuola. Ma possiamo provare a vedere il “bicchiere mezzo pieno”? In altre parole, le decine di migliaia di assunzioni alle quali si sta già procedendo, sono davvero trascurabili?

Centomila assunzioni (di cui 50.000 per coprire il turn-over) sono tante, ma sono ben lontane dal coprire il reale fabbisogno, se è vero che solo quest’anno c’erano 130.000 contratti precari. La propaganda tende a far credere che siano 100.000 posti in più: noi che siamo del mestiere non ci beviamo certo questa favola. La verità è che non viene certo azzerato il precariato, come dice Renzi, ed è anche da dimostrare che le scuole avranno, alla fine, ciò di cui hanno davvero bisogno. Di sicuro al momento l’organico non cresce, anzi.

Cosa ne pensa Cisl Scuola dell’iniziativa referendaria?

Per il sindacato il terreno privilegiato di azione resta quello del confronto e del negoziato; la logica dei referendum, che tende per sua natura a semplificare questioni complesse riducendole a uno scontro fra si e no, non è la più congeniale al nostro modo di agire e ne vanno valutati anche gli enormi rischi, in caso di “mancata vittoria”. Vediamo intanto quali e quante iniziative saranno messe effettivamente in campo, poi faremo valutazioni a ragion veduta.

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