APPRENDISTATO A 15 ANNI: CURA PEGGIORE DEL MALE

La Commissione UE nel documento Futura Strategia 2020 evidenzia come l'Italia sarà il Paese con il peso più alto di lavoratori a basso livello di qualificazione (37,1% contro la media UE del 19,5%), avrà un relativo allineamento alla media europea sui livelli intermedi (45,4% contro il 48,5%) ed una carenza fortissima di forze lavoro altamente qualificate (17,5% contro il 32% dell'UE).

In questo scenario generale si osserva il declino dell'occupazione dei lavori di routine tanto nel settore industriale quanto in quello terziario.

Le economie sviluppate investono in qualità ed innovazione e richiedono competenze forti, ampie e specifiche nello stesso tempo.

Se questo è lo scenario, qualsiasi attività lavorativa esige da parte di tutti più conoscenza critica e maggiori competenze tecniche e, soprattutto, educative ed etico-sociali."

In Lombardia, regione ad alto sviluppo economico, secondo ISFOL monitoraggio 2009 (a.f. 2007/ 08) gli Apprendisti 14-17 anni sono pari a 6.567 su 117.826 ( 5.57%) ed abbiamo l'abbandono dei quindicenni che vanno a fare l'aiuto carrozziere, l'aiuto gelataio, l'aiuto falegname, la "stampista" formandosi sul lavoro a livelli molto bassi. Queste persone, forse tra 5 anni, avranno la loro bottega di carrozziere e la loro macchina, il mutuo sulla casa e si potranno sposare.. ma fra 20, 30 anni avranno ancora la sola formazione della terza media di oggi, che non sarà un grande fattore competitivo.

Pertanto la Legge per la quale l'obbligo d'istruzione si potrà assolvere anche mediante i percorsi di apprendistato per l'espletamento del diritto dovere di istruzione e formazione, a 15 anni, rischia di essere una cura peggiore del male (dispersione scolastica) che si vorrebbe sradicare.

Come Cisl Scuola Lombardia abbiamo sempre sostenuto che il diritto di tutti ad un sapere più qualificato reclama proposte formative che, con stili di insegnamento ed opportunità di apprendimento diversi, ma più vicini e funzionali all'identità e ai progetti di vita di ognuno, renda vero –per tutti- l'innalzamento delle conoscenze e delle competenze di base.

Questo è possibile attraverso diverse ed articolate filiere scolastiche e professionali che poggino su un "profilo educativo, culturale e professionale"con riconoscibili tratti comuni quali:l'intenzionalità di innalzamento del livello culturale del sapere;l'acquisizione e il potenziamento di abilità e competenze professionali, la formazione alla cittadinanza attiva, l'acquisizione di conoscenze e competenze capitalizzabili e certificabili, percorsi completi e caratterizzati da proprie terminalità.

Ora l'identificazione dei fabbisogni di formazione all'interno dell'impresa non è operazione

semplice, soprattutto se si considerano le ridotte dimensioni delle imprese lombarde e il differente grado di propensione all'innovazione.

La valorizzazione del lavoro come dimensione dell'apprendimento pone evidentemente il problema di definire a quali condizioni i contesti aziendali siano realmente formativi, quali tipologie di competenze possano essere efficacemente acquisite nell'impresa e a quali condizioni l'impresa possa svolgere un ruolo formativo utile alla collettività.

La Cisl ha da tempo proposto che l'apprendistato in Diritto Dovere fino a 18 anni, sia incardinato in percorsi personalizzati nell'ambito del sistema di istruzione e formazione professionale con l'indicazione di una quota di formazione formale esterna pari almeno al 50% dell'orario previsto per i percorsi di istruzione e formazione professionale (990 ore) il cui svolgimento, progettazione e gestione del percorso formativo sia a titolarità degli enti di formazione accreditati e delle scuole.

Non è con scontri ideologici o scorciatoie normative che innalziamo la formazione dei giovani, ma con maggiori investimenti, coinvolgendo tutte le componenti sociali che operano sul territorio.

Sesto San Giovanni, 4 marzo 2010

LOMBARDIA

Apprendisti 14-17 anni ISFOL monitoraggio 2009 (a.f. 2007/ 08)

6.567 su 117.826 ( 5.57%)